L’iconografia e la narrativa si sono sempre divise in due riguardo al suo mito, non mi riferisco solo alla sue fattezze, prima raffigurata metà donna metà uccello, poi metá donna metá pesce, comunque sempre metà donna rimaneva, come tutti i peggiori mali, dai nomi delle malattie più fatali a quelli degli uragani più violenti.
Fino ad un certo punto della storiografia erano sempre quelle ammaliatrici ingannatrici che con il loro canto sublime portavano alla morte i poveri uomini che prestavano loro attenzione, perchè cosí erano viste le donne che usavano le loro arti.
Ma del resto erano storie scritte da uomini, ammesso che fosse stato proprio Omero a scrivere l’Odissea e Appolonio Rodio a scrivere le Argonautiche, e che invece non fossero la versione misogina di un racconto rubato ad una donna talentuosa che non sapeva scrivere.

Poi a un certo punto, l’immaginario è cambiato e le sirene, in veste di sculture lignee con un terza abbondante di reggiseno, hanno iniziato a campeggiare sulla prua delle barche per allontanare i mostri marini e forse anche per allettare la vista dei marinai, quando nei loro lunghi viaggi rimanevano per mesi circondati solo da mare e testosterone. Per finire con la sirena di Andersen, nella versione vera e cruda, quella in cui lei, eroina romantica, sacrifica la sua voce in cambio di un paio di gambe, per conquistare un principe ottuso e per poi sciogliersi nella schiuma di mare.
(Tra l’altro si dice che la sirenetta fosse l’alter ego di Andersenn respinto dal suo amico e innamorato che preferì al lui una ragazza bella e di pari rango)
poi vabbè c’è la versione edulcorata Disney anni 80 con cui siamo cresciuti, quella tutta verdina azzurra e conchigliette, spazzatura.

Io comunque ho tifato per lei da sempre. ne ho appesa una fatta da uno scultore buddista fuori dalla prima camera in cui ho vissuto ad arugam bay, sulla spiaggia in cui 10 anni prima era passato lo tsunami, il mostro dei mostri. Quando mi sono spostata 100m piú in lá l'ho dipinta sul muro, dietro ad una bella zanzariera, tra lenzuola occhiute per spaventare e tenere lontani scimmie, serpenti, topi e tutto quello che aveva libero accesso nella notte attraverso il tetto mal costruito (diciamo che il vero lavoro lo faceva la zanzariera)

Infine sono riuscita a convincere il mio socio locale musulmano a farmela dipingere sui muri del locale (senza capezzoli), sciogliendo le sue titubanze riguardo al fatto che solo Dio può dare un volto ad un essere vivente e spiegandogli che era una figura mitologica, non reale, metá donna metá pesce. La stessa è approdata a Lerici, nella camera da letto di mia sorella tra velieri fantasma e urla di gabbiani

Ovunque abiti, ne porto un simulacro a raffigurare il mio alterego che sogna il suo pianeta blu in precario equilibrio tra terra, mare, cielo e aria

anche nel mio laboratorio urbano, a 145 km dalla prima onda ligure, ci sono quelle che si aggrappano a coralli o a filamenti di meduse e pesci zebrati, quelle che reggono palme come bandiere e altre tra le nuvole che mostrano la strada a uccelli fuggitivi